27 GENNAIO – GIORNO DELLA MEMORIA
Sezione DIBATTITI “VIRTUALI” – GIOVANI IDEE A CONFRONTO
Questa sezione del sito è dedicata al confronto, al dialogo libero e rispettoso su svariati temi che, per questo nuovo anno, cercheremo di proporvi in analisi settimanalmente. L’intento primario è offrire uno spunto di riflessione il più possibile oggettivo, scevro da pregiudizi e rispettoso delle idee di tutti, che possa dare il la ad un successivo “dibattito virtuale”, nel quale ognuno potrà liberamente esprimere le proprie idee a riguardo. L’obiettivo è indubbio: sensibilizzare noi giovani all’approfondimento conoscitivo di ciò che ci circonda attraverso lo sviluppo di uno spirito critico ricco, aperto e, soprattutto, corretto. Speriamo che numerosi giovani accolgano questa nuova proposta intervenendo attivamente, commentando i vari post e, perché no, inviandoci loro stessi tracce da sviluppare.
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27 GENNAIO – GIORNO DELLA MEMORIA
Oggi, 27 gennaio, è il giorno della memoria.
Cito da Wikipedia « Il Giorno della Memoria. E’ una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo (nazismo) e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati ».
L’articolo 1 della legge dice: « La Repubblica Italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»
Ho riportato queste citazioni per ricordare il significato di tale ricorrenza, e non dimenticare che anche noi italiani abbiamo fatto la nostra parte (nel bene e nel male).
Infatti potremmo facilmente rifugiarci nella giustificazione che l’artefice dello sterminio era un povero pazzo di nome Hitler, addossare la colpa ai fanatici nazisti del tempo, e relegare la giornata del 27 gennaio ad una “semplice” (passatemi il termine, forse un po’ azzardato se riferito a tutti quei morti) commemorazione di milioni di morti frutto di una perversa ma isolata mente criminale.
Sicuramente, obiettivo di primaria importanza della giornata della memoria è ricordare quelle milioni di vittime ma, secondo me, non dovrebbe limitarsi a questo.
Serve, o dovrebbe servire, anche a ricordarci il come e il perché si è arrivati ad una simile soluzione.
Serve a ricordarci che l’uomo può essere artefice di gesti che razionalmente definiremmo inumani.
Hitler non ha fatto tutto da solo, ha avuto la complicità dei propri gerarchi, del proprio popolo, del popolo di nazioni vicine. A quanto pare, quello che si stava facendo (e non mi riferisco solo alla “soluzione finale”, ma anche alla discriminazione sistematica attuata negli anni precedenti, con i negozi vietati agli ebrei, con la creazione dei ghetti, con l’impedimento agli ebrei di esercitare certe professioni, ecc…), non è sembrato così inumano a chi lo stava mettendo in pratica.
E quanto successo nei lager nazisti non è accaduto solo quella volta. Magari in modalità diverse, ma con finalità e risultati identici, la storia umana è costellata di stermini, tentativi più o meno riusciti di pulizie etniche, recenti e meno recenti (quello degli armeni, ancora oggi negato dai turchi; quello dei tutsi (i watussi) nel 1994 sotto gli occhi indifferenti del mondo; i vari tentativi di pulizia etnica ad opera delle opposte fazioni nella regione balcanica, …).
La giornata della memoria dovrebbe quindi ricordare all’uomo la sua capacità di fare del male, così che essendone conscio, possa efficacemente prevenirlo (anche se i fatti di cronaca citati paiono sconfessare quest’idea)
Ma non finisce qui, per fortuna.
Come ha scritto il legislatore, la giornata della memoria è stata istituita anche per « ricordare [...] coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati ».
Se, in molti hanno assistito indifferenti o compiacenti o collaboranti al progetto di rimozione del diverso (l’ebreo, il testimone di Geova, lo zingaro e l’omosessuale), altrettanti hanno combattuto contro questa visione distorta del mondo, lasciandoci piccole o grandi storie di solidarietà, impegno umanitario, eroismo.
Come i giovani della “Rosa bianca”, sulla cui storia (in particolare quella di Sophie Scholl) è ispirato il film che sarà proiettato stasera nella Sala Consiliare del comune.
Rimane quindi la speranza, la coscienza che ragionando con la propria testa e non con la pancia (o con quello che ci mettono in pancia) possiamo impedire che si ripetano simili catastrofi.
Ricordando quanto successo in passato perché non accada più.
Concludo con una citazione, che ho trovato sempre sulla mitica wikipedia, di Primo Levi:
« Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario »
(e già che ci sono, proprio per conoscere, vi consiglio di andare a leggere del massacro in Ruanda nel 1994, che mette in luce la meschinità dei nostri stati “civili” occidentali di fronte a quella tragedia).
Mirko Perico






matteo scrive:
Grazie Mirko per i tantissimi spunti interessanti, che personalmente mi hanno anche fatto riflettere su quanto sia viva e attuale la paura del “diverso”. Mi sono tornati in mente i racconti di chi ha recentemente visitato i campi di Auschwitz e Birkenau, e la descrizione dello spregio della vita umana e della crudeltà con cui non si volevano solo eliminare delle persone, ma che portava a maltrattarle e ad annientarle nell’intimo della loro dignità tra stenti, fame, freddo, nudità, lavori forzati, crudeli esperimenti e altri gesti abominevoli.
Eppure, la memoria di queste atrocità sembra quasi essere a fondamento di tante speranze che tutti noi riponiamo nel futuro. I tanti gesti eroici dal punto di vista civile (penso a Schindler) o umano (penso a Kolbe) di cui abbiamo traccia, così come quei piccoli gesti di solidarietà che sicuramente si saranno manifestati anche in quelle condizioni estreme, uniti alla doverosa celebrazione di questa giornata, fanno sperare che non sia andato tutto sprecato, e ci danno la forza di lottare quotidianamente affinchè certe paure ed ideologie non prendano mai più piede.
Con l’augurio che tutti ci sappiamo far carico della grande responsabilità che questa giornata ci consegna,
Matteo
scritto il 27 gennaio 2010 alle 09:32
Rava scrive:
La giornata di oggi è sicuramente in primis una giornata del ricordo, un ricordare per non dimenticare le vite spente di tantissime persone, che qualcuno ha considerato “indegne” di quest’esistenza.
Nel contempo è anche, come ha messo in luce egregiamente Mirko, la giornata dedicata al pensare che questo fatti, dopotutto, non sono lontanissimi dalla nostra realtà e dal nostro tempo, anzi possono ripresentarsi senza controllo.
Questo pensiero mi rimanda alla conclusione de “I sommersi e i salvati” che ebbi la fortuna di leggere qualche anno fa. Primo Levi chiude così il racconto dell’Incubo:
“L’esperienza di cui siamo portatori noi superstiti dei Lager nazisti è estranea alle nuove generazioni dell’Occidente, e sempre più estranea si va facendo a mano a mano che passano gli anni. Per i giovani degli anni ’50 e ’60, erano cose dei loro padri: se ne parlava in famiglia, i ricordi conservavano ancora la freschezza delle cose viste. Per i giovani di questi anni ’80, sono cose dei loro nonni: lontane, sfumate, «storiche». Essi sono assillati dai problemi d’oggi, diversi, urgenti: la minaccia nucleare, la disoccupazione, l’esaurimento delle risorse, l’esplosione demografica, le tecnologie che si rinnovano freneticamente ed a cui occorre adattarsi. La configurazione del mondo è profondamente mutata, l’Europa non è più il centro del pianeta. [...] Si affaccia all’età adulta una generazione scettica, priva non di ideali ma di certezze, anzi, diffidente delle grandi verità rivelate; disposta invece ad accettare le verità piccole, mutevoli di mese in mese sull’onda convulsa delle mode culturali, pilotate o selvagge.
Per noi, parlare con i giovani è sempre più difficile. Lo percepiamo come un dovere, ed insieme come un rischio: il rischio di apparire anacronistici, di non essere ascoltati. Dobbiamo essere ascoltati: al di sopra delle nostre esperienze individuali, siamo stati collettivamente testimoni di un evento fondamentale ed inaspettato, fondamentale appunto perché inaspettato, non previsto da nessuno. E’ avvenuto contro ogni previsione; è avvenuto in Europa; incredibilmente, è avvenuto che un intero popolo civile, appena uscito dalla fervida fioritura culturale di Weimar, seguisse un istrione la cui figura oggi muove al riso; eppure Adolf Hitler è stato obbedito ed osannato fino alla catastrofe.
E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire. Può accadere, e dappertutto”
Giovani prendiamo a monito queste ultime parole.
scritto il 27 gennaio 2010 alle 12:38
Simone scrive:
Bellissimo il pensiero a 360° che hai argomentato Mirko!…
La giornata è già particolare di suo; mi ha letteralmente scioccato aver saputo che in Germania ci sono 100.000 persone iscritte al nuovo movimento fascista che sognano una vera e propria “pulizia” prendendo spunto dal lavoro iniziato dal signor ( se così si può nominare ) Hitler.
Bè, provare schifo è poco??
Altro evento dove bisogna fermarsi a pensare!
scritto il 27 gennaio 2010 alle 16:24
Simone scrive:
Movimento NAZISTA scusate l’errore!
scritto il 27 gennaio 2010 alle 16:28
mirko scrive:
mercoledì scorso ho visto il fimo la rosa bianca-sophie scholl di cui vi dicevo..
merita davvero, è un modo diverso di rappresentare il clima di repressione e al contempo di ribellione del tempo.
non si vedono campi di concentramento ne morti.. a parte le scene finali, ma secondo me aiuta a capire le difficoltà di chi era contrario al regime e apprezzarne così il loro coraggio..
e al tempo stesso mette in risalto la tristezza degli omuncoli che per un posto di potere si sono piegati (volentieri)agli ideali nazisti.
se rieuscite a vederlo ne vale davvero la pena..ciao!
scritto il 1 febbraio 2010 alle 14:00