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February 2012
Wednesday
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Archivio per aprile, 2010

Cineforum: IL GIARDINO DI LIMONI

scritto il 25 aprile 2010 da Rava - aggiungi un commento

SCHEDA N°3

Continente: ASIA
Pellicola: IL GIARDINO DI LIMONI
Data: Venerdì 30 Aprile 2010

Il giardino di limoni

di Eran Riklis

con Hiam Abbass

Ger – Fra – Israele, 2008, 106’

Trama: Salma Zidane vive in Cisgiordania, ha 45 anni ed è rimasta sola da quando suo marito è morto e i suoi figli se ne sono andati. Quando il Ministro della difesa israeliano si trasferisce in una casa vicina a quella di Salma, la donna ingaggia una battaglia legale con gli avvocati del Ministro che, per motivi di sicurezza, vogliono abbattere i secolari alberi di limoni che sono nel suo giardino. Ma Salma non lotterà da sola. Infatti, oltre al supporto del suo avvocato – un trentenne divorziato con cui nasce un profondo sentimento amoroso – Salma troverà inaspettatamente anche quello della moglie del Ministro che, stanca della sua vita solitaria per gli impegni del marito, prende a cuore il caso della sua vicina di casa palestinese.

La critica: “Il conflitto tra Israele e Palestina visto con gli occhi di una donna coraggiosa che non rinuncia alla sua terra.”

“Al di là della scontata identità di «israeliano democratico», Eran Riklis è un cineasta completo (si produce i film da sé) e un ottimo direttore di attori. Già convincente con «La sposa siriana», infatti, firma in accattivante scioltezza «Il giardino di limoni», fiaba gentile sul sogno di coesistenza pacifica tra israeliani e palestinesi impreziosita dalla prova di Hiam Abbas. La matura e credibile attrice vi interpreta il ruolo di una vedova che vive in Cisgiordania ed è legatissima alla sua splendida e redditizia limonaia.”

TRAILER

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Cineforum: L’ULTIMO RE DI SCOZIA

scritto il 19 aprile 2010 da Rava - 3 commenti

SCHEDA N°2

Continente: AFRICA
Pellicola: L’ULTIMO RE DI SCOZIA
Data: Venerdì 23 Aprile 2010

L’ultimo re di Scozia

di Kevin Macdonald

con Forest Whitaker

Uk , 2006, 120’

Trama: Nicholas Garrigan, giovane scozzese appena laureatosi in medicina, fugge dal piatto grigiore della propria dimensione familiare, per approdare in Uganda, dove diventa il medico personale di Idi Amin Dada. Attratto dalla figura del dittatore ugandese, faticherà a percepirne la delirante crudeltà, fino a quando non ne sconterà gli effetti sulla propria pelle

La critica: “Un Forest Whitaker sempre più bravo nei panni di Idi Amin Dada”

“Sembra un incubo L’ultimo re di Scozia, un vero e proprio horror contemporaneo, calato nella tragedia di un popolo come quello ugandese, sorretto con fierocia primordiale da un dittatore seducente, roboante e pazzo: Idi Amin (un bravissimo Forest Whitaker), a cui prima si lega e poi si oppone con forza il medico scozzese Nicholas Garrigan (James McAvoy). Più che essere un ritratto vero e proprio, la pellicola mescola ricostruzione storica e ritmi da thriller, nella cupa processione di efferatezze di un personaggio inizialmente salutato con favore da molte nazioni, carismatico e affascinante, ma con lo spirito sanguinario dello sterminatore.”

TRAILER

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Perché morire lavorando???

scritto il 16 aprile 2010 da Simone - 4 commenti

Il drammatico e scioccante caso degli operai carbonizzati nel rogo dello stabilimento torinese della Thyssen Krupp del 6 dicembre 2007 ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica su un fenomeno tutt’altro che nuovo, ma spesso ignorato dai grandi mezzi di comunicazione: le morti sul lavoro.

Quasi ogni anno più di mille persone perdono la vita durante lo svolgimento dell’attività lavorativa.  Senza contare coloro che rimangono invalidi più o meno gravemente a seguito di infortuni. “Nel 2009 ci sono stati circa mille morti sul lavoro, con un calo dovuto anche alla crisi economica;  siamo arrivati, sia pure negativamente, a livello dei migliori paesi europei”. Le cose, tuttavia, non andavano meglio nei decenni scorsi. Per esempio, i dati INAIL riferiti al 1989 documentano 3542 decessi in Italia dovuti a infortuni occorsi durante l’espletamento dell’attività lavorativa.

Il lavoro, su cui si fonda lo Stato italiano secondo la Costituzione repubblicana, anziché fattore di benessere, di sviluppo e di auto realizzazione, può rivelarsi dunque causa di sofferenze indicibili per i lavoratori e le loro famiglie.

Spesso al danno segue la beffa: le imprese sfuggono alle loro responsabilità, cercando di nascondere la realtà dei fatti e il risarcimento dei danni risulta nella maggioranza dei casi incerto, ritardato e insufficiente.

Il fenomeno delle cosiddette “morti bianche” risulta essere così inquietante da turbare la nostra coscienza di cittadini. Rappresenta la spia drammaticamente accesa di un malessere diffuso dell’intera società italiana e non e un’ingiustizia che pochi di noi sono disposti a tollerare. Perché lavorare non è sicuro?????

La globalizzazione dei mercati, che sembrava poter garantire una ricchezza diffusa, ha  prodotto solo  disparità e si macchia ogni giorno del sangue di chi sta alla base del processo sociale e produttivo. Oggi, dopo che la cronaca è tornata a puntare i propri riflettori sugli incidenti nei cantieri e nelle fabbriche, abbiamo acquisito coscienza che non soltanto i lavoratori possono essere estromessi con facilità dalle aziende, in seguito alle ristrutturazioni, ma possono essere letteralmente immolati  sulla  produzione e dei costi da ottimizzare e contenere.

Su queste continue e inaccettabili morti sono nati dei siti internet:il loro scopo, oltre commemorare chi ormai non c’è più, è quello di chiedere insistentemente più sicurezza dove si lavora..

Visitando un sito commemorativo come www.cadutisullavoro.it mi ha colpito leggere la storia di una ragazza Jasmine di soli 21 anni morta nella sua fabbrica che si occupa di semilavorati del legno tra le migliori in Italia. Molto toccante anche la storia di Roberto morto in un’azienda agricola nel 2007 a soli 19 anni.

A lato di un grande teschio dove in ogni quadratino si può leggere una storia drammatica diversa troviamo citazioni molto importanti e di grande valore.

Questo sito internet come tanti altri chiede l’aiuto di chiunque sia toccato in questa tragedia lanciando un appello: “Le morti sul lavoro tirano in ballo questioni troppo scottanti perché la stampa ufficiale ne parli compiutamente: troppe cose dovrebbero essere messe in discussione. Le informazioni sono scarse, se non inesistenti. E’ per questo che vi chiediamo di inviarci notizie, foto, testi, segnalazioni, denunce; oppure, di adottare una pagina, completando le informazioni che noi siamo riusciti a reperire. l’intervento di tutti è indispensabile: per fermare questa strage, è necessaria una sollevazione morale generale, che possa costringere chi può, e deve, a cambiare rotta.”

Ma le varie leggi attualmente in vigore (vedi la famosa 626 ora sostituita dal Testo Unico sulla sicurezza 81/08) vengono rispettate? E’ arrivato il momento che lo stato assuma nell’economia il ruolo legittimo assumendosi cioè la responsabilità di fissare le regole e di farle rispettare.

P.S.: I dati citati nel testo sono stati ufficialmente pubblicati dall’ INAIL (Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro); il sito internet è tra i migliori attualmente che descrive una realtà così importante.

Simone Gamba

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BLOODY SUNDAY – Spunti di riflessione

scritto il 15 aprile 2010 da mirko - aggiungi un commento

Lunedì, la prima proiezione del cineforum con Bloody Sunday.

E’ scaricabile la scheda del film con alcuni spunti di riflessione.

Il prossimo appuntamento è per venerdì 23 aprile, con la proiezione di “L’Ultimo re di Scozia” alle 20.45 circa.

Il tutto preceduto dall’aperitivo a partire dalle 20 c/o la Sala Consiliare del Comune di Villa d’Almè.

A presto. Di seguito un estratto dalla scheda..

QUALE VERITA?

La difficoltà comune di ottenere chiarezza sugli eventi bui di una nazione

La storia raccontata dal film è ancora di estrema attualità; il 22 marzo 2010 era infatti prevista la pubblicazione del Rapporto Saville, un resoconto del lavoro compiuto dalla commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti di Derry istituita nel 1998 da Tony Blair e presieduta da Lord Saville. Una serie di difficoltà (tecniche o di natura politica, a seconda delle fonti) ha ritardato la data di pubblicazione. Il fatto che si stiano ancora aspettando i risultati dell’inchiesta sugli avvenimenti del 30 gennaio 1972 dimostra quanto possa essere difficile, anche dopo 40 anni dagli avvenimenti, riuscire a fare luce su episodi che rivestono particolare importanza per una nazione.

I retroscena politici, sociali che potrebbero scaturire dalla scoperta della verità (senza veli o filtri di alcun tipo), sono tali da rendere, forse, auspicabile la produzione di una verità meno vera ma più accettabile. Cosa succederebbe infatti se si andassero a verificare le responsabilità del governo inglese di allora, o dei vari politici (dell’una e dell’altra parte), o dei vari dirigenti militari che, tuttora ricoprono ruoli di responsabilità nella società. E se addirittura fosse tirata in ballo la regina?

Queste riflessioni emergono particolarmente forti pensando alla nostra situazione italiana, alla nostra storia piena di misteri, ed alla difficoltà enorme nel portare un po’ di luce su avvenimenti che hanno segnato la vita della nostra Repubblica. Forse, il pensiero di qualcuno è che troppa luce possa far male al popolo..

UN OBIETTIVO COMUNE, DUE VIE PER RAGGIUNGERLO: VIOLENZA O NON VIOLENZA. QUALE RUOLO ALLA DIPLOMAZIA?

“E dopo oggi ogni giovane irlandese avrà un pretesto in più per arruolarsi nell’IRA”

Il 30 gennaio 1970 il Movimento per i Diritti Civili lottava contro gli Unionisti e le regole antidemocratiche istituite dal governo nordirlandese e al contempo si confrontava con una diversa concezione di battersi per i propri diritti: quella che ricorre all’utilizzo della violenza e che, nel caso irlandese, era impersonata dagli attivisti dell’IRA. Abbandonando gli avvenimenti di Derry e il dibattito su chi abbia sparato per primo, è comunque facile vedere in quegli eventi due diversi modi di affrontare e tentare di risolvere le problematiche che emergono. Da una parte c’è la scelta della non-violenza, della diplomazia, del compromesso; dall’altra non si cerca alcuna mediazione ma si tenta, attraverso la violenza e lo scontro, di sconfiggere l’altro, accettando come unico risultato la sua ritirata. Analizzando i fatti raccontati dal film si può vedere come questi due modi di agire siano presenti sia tra coloro che protestano (Ivan Cooper leader del Movimento per i Diritti Civili vs IRA) che tra le forze dell’ordine (il capo della polizia di Derry, commissario Lagan vs il generale Ford).

E come ricorda Ivan la scelta della non-violenza, del compromesso è molto più difficile della ricerca dello scontro.  Chi pratica la diplomazia si trova di fronte ad una varietà di scelte ampia e difficile che lo espongono a contestazioni o derisioni («..non sono in vendita, IO» dice Bernadette a Ivan quando questi propone di modificare il percorso della marcia per evitare lo scontro con l’esercito; «dev’essere un cattolico» commenta il generale Ford riferendosi al commissario Lagan che cercava in ogni modo di trovare un compromesso per evitare lo scontro con i manifestanti); mentre i fautori dello scontro sono visti dai propri sostenitori come coloro che non rinunciano ai propri valori e sono disposti a tutto pur di ottenere il proprio risultato, ovvero la completa sconfitta dell’altro, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Purtroppo, il termine compromesso è spesso usato in termine dispregiativo perché, spesso, è stato il risultato di inciuci per interessi personali più che per interessi collettivi; se però la pratica della diplomazia fosse applicata con trasparenza, con la coscienza che non è possibile annientare le idee dell’altro, forse, sarebbe più facile giungere alla soluzione delle problematiche che in vario modo emergono nella società.

Altrimenti, come afferma Ivan, il risultato è l’incremento dei sostenitori delle fazioni estremiste, con il conseguente accentuarsi e perdurare del conflitto, senza alcuna soluzione

I can’t believe the news today
Oh, I can’t close my eyes and make it go away
How long, how long must we sing this song?
How long? How long?

[U2 - Sunday Bloody Sunday]

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Gita a Gardaland per adolescenti

scritto il 11 aprile 2010 da mirko - aggiungi un commento

Nell’ambito delle iniziative per adolescenti c’è la proposta di una gita a Gardaland DOMENICA 18 APRILE.

Le iscrizioni entro venerdì 16 aprile presso Marta (3397839073).

 

 

 

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