Lunedì, la prima proiezione del cineforum con Bloody Sunday.
E’ scaricabile la scheda del film con alcuni spunti di riflessione.
Il prossimo appuntamento è per venerdì 23 aprile, con la proiezione di “L’Ultimo re di Scozia” alle 20.45 circa.
Il tutto preceduto dall’aperitivo a partire dalle 20 c/o la Sala Consiliare del Comune di Villa d’Almè.
A presto. Di seguito un estratto dalla scheda..
QUALE VERITA?
La difficoltà comune di ottenere chiarezza sugli eventi bui di una nazione
La storia raccontata dal film è ancora di estrema attualità; il 22 marzo 2010 era infatti prevista la pubblicazione del Rapporto Saville, un resoconto del lavoro compiuto dalla commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti di Derry istituita nel 1998 da Tony Blair e presieduta da Lord Saville. Una serie di difficoltà (tecniche o di natura politica, a seconda delle fonti) ha ritardato la data di pubblicazione. Il fatto che si stiano ancora aspettando i risultati dell’inchiesta sugli avvenimenti del 30 gennaio 1972 dimostra quanto possa essere difficile, anche dopo 40 anni dagli avvenimenti, riuscire a fare luce su episodi che rivestono particolare importanza per una nazione.
I retroscena politici, sociali che potrebbero scaturire dalla scoperta della verità (senza veli o filtri di alcun tipo), sono tali da rendere, forse, auspicabile la produzione di una verità meno vera ma più accettabile. Cosa succederebbe infatti se si andassero a verificare le responsabilità del governo inglese di allora, o dei vari politici (dell’una e dell’altra parte), o dei vari dirigenti militari che, tuttora ricoprono ruoli di responsabilità nella società. E se addirittura fosse tirata in ballo la regina?
Queste riflessioni emergono particolarmente forti pensando alla nostra situazione italiana, alla nostra storia piena di misteri, ed alla difficoltà enorme nel portare un po’ di luce su avvenimenti che hanno segnato la vita della nostra Repubblica. Forse, il pensiero di qualcuno è che troppa luce possa far male al popolo..
UN OBIETTIVO COMUNE, DUE VIE PER RAGGIUNGERLO: VIOLENZA O NON VIOLENZA. QUALE RUOLO ALLA DIPLOMAZIA?
“E dopo oggi ogni giovane irlandese avrà un pretesto in più per arruolarsi nell’IRA”
Il 30 gennaio 1970 il Movimento per i Diritti Civili lottava contro gli Unionisti e le regole antidemocratiche istituite dal governo nordirlandese e al contempo si confrontava con una diversa concezione di battersi per i propri diritti: quella che ricorre all’utilizzo della violenza e che, nel caso irlandese, era impersonata dagli attivisti dell’IRA. Abbandonando gli avvenimenti di Derry e il dibattito su chi abbia sparato per primo, è comunque facile vedere in quegli eventi due diversi modi di affrontare e tentare di risolvere le problematiche che emergono. Da una parte c’è la scelta della non-violenza, della diplomazia, del compromesso; dall’altra non si cerca alcuna mediazione ma si tenta, attraverso la violenza e lo scontro, di sconfiggere l’altro, accettando come unico risultato la sua ritirata. Analizzando i fatti raccontati dal film si può vedere come questi due modi di agire siano presenti sia tra coloro che protestano (Ivan Cooper leader del Movimento per i Diritti Civili vs IRA) che tra le forze dell’ordine (il capo della polizia di Derry, commissario Lagan vs il generale Ford).
E come ricorda Ivan la scelta della non-violenza, del compromesso è molto più difficile della ricerca dello scontro. Chi pratica la diplomazia si trova di fronte ad una varietà di scelte ampia e difficile che lo espongono a contestazioni o derisioni («..non sono in vendita, IO» dice Bernadette a Ivan quando questi propone di modificare il percorso della marcia per evitare lo scontro con l’esercito; «dev’essere un cattolico» commenta il generale Ford riferendosi al commissario Lagan che cercava in ogni modo di trovare un compromesso per evitare lo scontro con i manifestanti); mentre i fautori dello scontro sono visti dai propri sostenitori come coloro che non rinunciano ai propri valori e sono disposti a tutto pur di ottenere il proprio risultato, ovvero la completa sconfitta dell’altro, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Purtroppo, il termine compromesso è spesso usato in termine dispregiativo perché, spesso, è stato il risultato di inciuci per interessi personali più che per interessi collettivi; se però la pratica della diplomazia fosse applicata con trasparenza, con la coscienza che non è possibile annientare le idee dell’altro, forse, sarebbe più facile giungere alla soluzione delle problematiche che in vario modo emergono nella società.
Altrimenti, come afferma Ivan, il risultato è l’incremento dei sostenitori delle fazioni estremiste, con il conseguente accentuarsi e perdurare del conflitto, senza alcuna soluzione
I can’t believe the news today
Oh, I can’t close my eyes and make it go away
How long, how long must we sing this song?
How long? How long?
[U2 - Sunday Bloody Sunday]